Futuro e pensione con più serenità

costitutivo ente fondo bilateraleL’istituzione dell’Ente e del Fondo bilaterale per la categoria degli ormeggiatori e barcaioli italiani è un risultato che viene da lontano. Almeno dalla metà del 2012. Quando, il 4 agosto di quest’anno, Cesare Guidi per Angopi, Maurizio Colombai per la Filt-Cgil, Ugo Milone per la Filt-Cisl e Giuliano Galluccio per la Uil Trasporti si sono ritrovati nello studio notarile Vocaturo per sottoscrivere l’atto costitutivo dell’Ente e del Fondo bilaterale, quell’incontro ha suggellato, dunque, un lavoro di lunga lena. Frutto di incontri, di analisi, di un’attenta verifica della realtà del Paese e delle sue difficoltà. Figlio dell’antico e sempre valido detto marinaresco per cui bisogna navigare secondo il vento. Cogliere le opportunità che si presentano, disarmare i possibili rischi. E’ questo lo spirito che ha animato il gruppo dirigente di Angopi in anni non certo facili per il Paese e che pure hanno visto la sostanziale tenuta della categoria.

Il Fondo, la cui sede è presso l’Angopi, a Roma - in via straordinaria finanziato da un contributo dell’Angopi finalizzato a dotarlo inizialmente di parte delle risorse finanziarie per l’erogazione delle prestazioni – sarà gestito da un “Comitato amministratore” composto da tre rappresentanti dell’Angopi nominati dal Consiglio di Presidenza dell’Associazione, di cui uno come Presidente, e tre rappresentanti nominati dalle Organizzazioni sindacali. La partecipazione al Comitato gestore del Fondo – è da sottolinearlo - è gratuita e non dà diritto, ai componenti dello stesso, ad alcun compenso o indennità ma solo a un rimborso delle spese.

Per quel che riguarda l’Ente bilaterale, nel Consiglio direttivo trovano posto sei membri, tre nominati dall’Angopi e tre dalle organizzazioni sindacali. Questo organismo ha il compito di fissare gli indirizzi e le linee di sviluppo dell’attività per il raggiungimento degli scopi sociali; approvare la relazione sull’attività svolta e su quella programmata; approva il bilancio preventivo e il conto consuntivo e, infine, il Regolamento dell’Ente.

Gli obiettivi che Ente e Fondo si pongono vanno nella direzione non solo di garantire adeguati livelli di sostegno al reddito e forme di agevolazione all’esodo ma anche di promuovere la formazione professionale della categoria. L’attività di competenza del Fondo è individuata nell’erogazione di assegni straordinari di sostegno al reddito a favore dei lavoratori che raggiungano i 62 anni di età e che, su richiesta, risolvano il loro rapporto di lavoro e vengano cancellati, laddove richiesto, dai Registri ex artt. 208 o 216 del Regolamento per l’esecuzione del Codice della Navigazione. Il requisito anagrafico dei 62 anni può essere modificato con delibera del Comitato amministratore su indicazione delle parti costituenti.

E’ previsto, inoltre, che qualora intervengano modifiche normative e/o disposizioni attuative che innalzino i requisiti di accesso al trattamento pensionistico a carico dell’Inps, per i soggetti che stiano già fruendo delle prestazioni del Fondo, l’erogazione dell’assegno verrà prorogata fino al raggiungimento dei nuovi requisiti previsti per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato o di vecchiaia. Rientrano nelle competenze del Fondo anche eventuali interventi di integrazione salariale.

Molteplici e più diversificati gli scopi che si pone l’Ente bilaterale: si va dalla certificazione dell’attività di formazione professionale di ormeggiatori e barcaioli (in particolare, la certificazione è riferita al programma di formazione i cui contenuti sono stati condivisi, fra gli altri, dal ministero dei Trasporti, dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto e da Assoporti) alla promozione, progettazione e gestione di iniziative “in materia di formazione e riqualificazione professionale, anche in collaborazione con le istituzioni nazionali, europee, internazionali; dalla promozione di studi sul settore terziario alle ricerche relative alla materia della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro, alla promozione di studi sulla sostenibilità di un sistema di tutele assicurative in caso di cancellazione dai Registri, ex artt. 208 e 216 del Regolamento per l’esecuzione del Codice della Navigazione, in caso di malattia o infortunio. E non finisce qui perché possono essere ricondotte all’Ente bilaterale, previa intesa fra i soci fondatori, anche altre attività: convalidare la declinazione del profilo professionale dell’ormeggiatore e del barcaiolo, proposta dall’Angopi; sviluppare un modello/sistema di raccolta dati sugli infortuni e incidenti sul lavoro degli ormeggiatori e barcaioli al fine di monitorare il fenomeno e sviluppare azioni di prevenzione; favorire lo sviluppo di interventi settoriali/territoriali al fine di realizzare azioni di formazione continua, volte alla qualificazione e all’aggiornamento delle competenze degli ormeggiatori e barcaioli.

Per consentire all’Ente e al Fondo di realizzare la loro ragione sociale, gli iscritti si impegnano a versare il contributo dovuto e stabilito dal Contratto nazionale degli ormeggiatori e barcaioli, sin da gennaio di quest’anno. Le prestazioni saranno erogate a partire dal 2017. Come si vede, quello che è nato nell’agosto di quest’anno è un sistema complesso che i soci fondatori hanno voluto per offrire, a una categoria fondamentale nell’ambito portuale, un welfare di categoria moderno, solido ed efficiente. Un garanzia per l’oggi e il domani dei barcaioli e degli ormeggiatori dei porti italiani.

FONTE: www.angopi.eu